05 febbraio 2008

 

Cadute

Cadute
Non era un gran governo, ma era il meglio sulla piazza. L'avevamo ottenuto con pochi voti in più e buttarlo adesso è stato uno spreco; era quasi nuovo. Se avesse avuto più coraggio e meno spocchia (ovvero la costante presunzione di essere il migliore dei governi possibili) anche i cittadini l’avrebbero capito e accettato e approvato. Invece s’è perso nelle risse interne dando all’esterno una orrenda immagine dell’insieme e facendo esattamente il gioco dell’opposizione.

Sistemare le cose italiane non era faccenda da risolversi in un paio d’anni, ma lentamente e con onestà e umiltà poteva anche rischiare di farcela. Non è stato così.

Questo è il paese dove l’interesse personale supera qualsiasi esigenza reale della comunità.

Una sera a cena una signora molto per bene dice: “da quando mia figlia è consigliere comunale abbiamo sistemato tutte le nostre cose”. Lo dice senza arroganza, pubblicamente, serenamente come di una cosa naturale che andava fatta.

Ovvero: si entra in politica per sistemare le cose, le proprie. Così in un piccolo paesino di una piccola provincia italiana; così a Ceppaloni, così in Parlamento, in Regione, ovunque. Per l’interesse personale di pochi si può anche andare alle elezioni anticipate ribaltando alleanze, disfacendo progetti, annullando proposte. Ciò che importa è la roba, la propria roba e quella per pochi altri amici del gruppetto (quartierino o sodalizio o associazione che sia).

In questo mondo dove tutto è spettacolo (politica, fede, giustizia, cultura e persino i santi sembrano attori di un musical anche se fanno buone cose) riusciremo a tirare fino al termine della tragedia che stiamo malissimamente rappresentando?
Gerardo Monizza

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