01 gennaio 2008

 

Subsidenza culturale

Un anno da vivere pericolosamente
Quel che succede alla città proprio allo scoccare della mezzanotte è incredibile a vedersi. Nell’attimo di passaggio tra l’anno vecchio e quello nuovo si scatenano gli istinti più belluini e tali comportamenti irrazionali si protraggono per una manciata d’ore, fino all’alba. Il risultato è un centro città devastato, sporcato, violentato, degradato al livello di pattumiera. Invaso da orde brianzole (padane?) che godono a ruttare nell’eco delle piazze, a pisciare sui pinetti (dopo averli strapazzati; sarà un rito celtico?) a vomitare preferibilmente nei pressi dei cestini dei rifiuti (che educati) a sparar petardi a caso: nel vicolo deserto tanto quanto tra le gambe degli altri il centro s’è finalmente concesso alla ramazza degli addetti che, all’alba, si son precipitati a raccattar rifiuti (food e non food) con l’allegria dei monatti nel tempo della peste.

Che delizia. Che divertimento. Ma era necessario?

Bisogna per forza organizzare tutto sto “circo” per gente che ha già fin troppo “pane”? Non sarebbe meglio lasciar perdere per un paio di generazioni fintanto che nel galateo comune torni la parola “misura”? A lamentarsi – del resto – si fa la figura dei brontoloni, dei reazionari, dei conservatori. Ma la città (e i suoi abitanti) non hanno forse il diritto di far sentire la propria voce?

Per quanto riguarda – poi – l’organizzazione del Capodanno andrebbe precisato anche l’apporto dei controlli cosiddetti polizieschi. Occupate in gran parte a tenere a bada il traffico invadente, le forze di polizia, superata la magica mezzanotte, sembrano essersi dileguate. Intanto la bella gioventù col contorno di famigliole, passeggini, nonni appresso e bambini stravolti dalla stanchezza s’avviava a recuperare il mezzo per tornare a casa. Poco importava se, accanto, il solito gruppetto si scolava l’ennesima bottiglia di birra per poi lanciarla in alto e godere allo scoppio dei frantumi.

I bar, sensatamente, hanno incominciato subito dopo le due a chiudere i battenti, ma per i rifornimenti birreschi non mancavano i soliti venditori abusivi (piazza Cavour, portici Plinio, piazza Perretta...). Insomma: tutto sotto controllo come conviene ad un’organizzazione perfetta che, tra Notti bianche e feste improvvisate sta portando la città al suo livello più basso. Sarà subsidenza culturale? Buon anno.
Gerardo Monizza

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