07 gennaio 2008

 
Rappresentanti
Questa è la democrazia: si eleggono degli uomini qualunque che, per decidere il futuro della nazione, si ritrovano a pranzo, che discutono dei massimi sistemi (sociali, politici ed economici) fumandosi un buon sigaro e – si presume – anche sparando qualche cazzata. Perché no? Siamo (sono) o no siamo (sono) uomini di mondo?

Basta guardare le impietose immagini lanciate con perfidia dai giornali per accorgersi che se pensavamo (come cittadini) di aver toccato il fondo... c’è ancora di peggio.

Bossi detto l’Umberto e il Bignasca Giuliano, capi assoluti delle Leghe lombardo ticinesi, si son ritrovati ovviamente al ristorante per discutere di Malpensa, Alptransit, frontalierato, economia interno-estera e politica delle rispettive nazioni (non si sa se quelle padano celtiche o italiane elvetiche). I due tipi non si presentano bene; non stanno neanche troppo bene: uno di cuore, l’altro di faccia. Bisogna pur dirlo: la politica italiana e frontaliera in particolare è in mano (si dice: l’ago della bilancia?) ad un individuo veramente provato nel fisico, incapace di realizzare un discorso compiuto (almeno in pubblico) che da quel di Gemonio fa il parlamentare europeo, il segretario di partito, l’ideologo della protesta e l’agitatore di masse. Non si capisce quasi niente di quello che dice e – forse proprio per questo – è molto ascoltato. Essergli amico, vicino, sodale, confidente è un onore che porta sempre qualche vantaggio (di poltrona e poltroncina). Egli, che sempre ne criticò la prassi (quella della seduta costante e vantaggiosa a titolo personale) la pratica con fervore e passione.

Quell’altro, il Bignasca, non fa che urlare. In Ticino lo tengono perché sono sinceramente democratici ed educati. Alla Tsi, quando compare, non gli lasciano molto spazio perché hanno della comunicazione un concetto che è anche eleganza e stile. Cose che al Bignasca fanno difetto.

I due, dunque, si son ritrovati per riprendere le fila di un discorso continuamente interrotto e, visto che l’incapacità gestionale nei cieli, rischia di mandare a puttane l’intero sistema dei trasporti aerei italiani, metteranno mano ad una società che farà volare gli aerei e forse anche i tavoli. In quanto alle poltrone, quelle, resteranno lì belle ferme e con sopra i pesanti sederi dei leghisti che hanno occupato posti di responsabilità: in Malpensa e altrove. In fondo che rivuole per risolvere le questioni? Basta un po’ di fumo.
Gerardo Monizza

Etichette:


Comments: Posta un commento

Links to this post:

Crea un link



<< Home

This page is powered by Blogger. Isn't yours?