09 gennaio 2008

 

Pio Pio

Pio?
Quando diventeremo un popolo adulto capace di moderare paure, irrazionalità, manifestazioni di fede paradossali? Difficile prevederlo fin tanto che milioni di adulti resteranno affascinati dalla figura di padre Pio, subito beato ed ora santo che ancora in vita era una star della moderna religione da rotocalco popolare.

Non importa considerare quella esigua parte di chiesa cattolica che rifiuta il feticismo, l’esaltazione e persino l’idolatria, ma contano i sette milioni che ogni anno vanno a San Giovanni Rotondo a sfiorare a pregare a baciare l'urna che di padre Pio conserva la salma. Credenti e increduli son tutti ferventi amanti di quel discusso e discutibile uomo che fu Pio da Pietralcina. Oggi, in questo paese, ciascuno può fare, pregare e chiedere grazie a chicchessia, ma è lecito anche mettere in dubbio se non la buonafede almeno il buonsenso di chi si dedica corpo e cuore al fanatismo religioso.

Inoltre (ma è più che altro una nota estetica) già milioni di orrende statue in bronzo di padre Pio accolgono a braccia aperte davanti e dentro ospedali, chiese, istituti religiosi, giardini semipubblici e persino in alcune zolle verdi delle case private (lentamente sostituiranno i nanetti?).

Per continuare l’opera mediatica tra breve, a quarant'anni dalla morte, si esumerà la salma del santo a scopo ricognizione (ma a che serve?) e per mostrarla alle masse di devoti che giungeranno ancora più numerosi, bramosi, frenetici, esaltati. Alberghi pieni, offerte in crescita, credibilità in ribasso. Ma che importa: è come a Disneyland. Quel che conta è contare: visitatori, pullman, posti letto, pranzi e cene, forse miracoli incredibili. E la fede e la verità? Non si trovano certo a San Giovanni Rotondo; si potrebbe - magari - cercarle in Vaticano, ai piani alti. Chissà.
Gerardo Monizza

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