18 gennaio 2008

 

Bandiera Gialla

Bandiera gialla
Osservando la faccenda papa-sapienza sotto la lente delle tecniche di comunicazione si ha la netta sensazione che in questo benedetto paese la maggior parte dei cittadini parli – come si diceva una volta – perché ha la lingua in bocca. Che poi questa sia collegata al cervello è condizione ancora tutta da verificare. Inoltre, siccome la cosiddetta gente non è scema si può ipotizzare che sia in malafede. È il bel risultato di un sistema di comunicazione che non si basa né sui fatti e neppure sulla ricerca (troppo faticosa?) delle prove.

Sono così scattate reazione indignate, preoccupate, sofferte, stizzate, schizzate, nervose e angosciate da parte di tutti e sono state messe in dubbio la libertà e la democrazia. Ora: che il papa possa parlare dove e quando vuole si è detto e ripetuto e che egli abbia 365 occasioni l’anno per farlo (e lo fa!) si sa ma si fa finta di non sapere. Che l’occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico non fosse il momento opportuno non ha importanza per la gran parte dei reazionari ovvero di tutti quelli che hanno reagito violentemente contro il sacrosanto diritto di critica (dei professori della Sapienza) e di sberleffo (degli studenti).

Così si son mossi pensatori, giornalisti e politici. Quasi cade il governo. Ruini chiama a raccolta cattolici e turisti affinché facciano, domenica, quel che fanno ogni giorno dell’anno: riempire la piazza di San Pietro a Roma per esprimere la solidarietà (consueta) al papa (il quale si presenterà imbavagliato alla finestra come i vecchi radicali ancora liberi al tempo della tv in bianco e nero?). Alla reazione mancavano i medici e ci hanno pensato al Valduce di Como, clinica efficientissima coi soldi pubblici, ma gestita dalla suore. Per dire la loro si son messi “qualcosa di giallo”: chi una cravatta, chi un fazzolettino, chi un foularino. Le suore non si sa…

Ci mancava pure questa sbandierata (il giallo è il colore del papa) per trasformare una cosa da nulla in una sciocca carnevalata, ma i tempi sono questi ed ora ci aspettiamo la reazione degli altri ordini professionali ovviamente con simboli appropriati al loro mestiere.
Gerardo Monizza

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