08 gennaio 2008

 

Atei e Devoti

Atei e Devoti
Forse non esiste paese al mondo in cui possano convivere parti opposte. L’ultima lite tra bianchi e neri, tra guelfi e ghibellini, tra milanisti e interisti si è trasformata in una diatriba tra credenti e non credenti. Il terreno è quello dell’aborto sul quale si combatte una specie di guerra di religione. Come tutte le guerre non ha senso.

Con tutti i problemi che l’Italia ha sul tappeto (non ultimo quello dei rifiuti a Napoli o dell’amianto a Como) la capacità di spostare l’attenzione altrove è sempre altissima. Ecco dunque l’aborto che ricompare per l’ennesima volta sulla scena spinto fuori da quel furbastro di Giuliano Ferrara capace di vendere la propria madre pur d’apparire. Convertito al berlusconismo più pragmatico (dimentichiamo che la proprietà de Il Foglio è della signora Veronica Lario in Berlusconi?) appena vede che lo smalto del Cavaliere si sta appannando gli regala un evento mediatico. Sono piccole attenzioni che fanno piacere.

In quanto non credente il Ferrara ha tutto il sacrosanto diritto di sguazzare dentro i temi etici ridacchiando sotto i baffi per vedere di lontano l’effetto che fa. Propone una moratoria per l’aborto sicuro di coinvolgere nell’inutile discussione quel drappello di atei devoti cui subito s’aggiunge quella massa di devoti atei di cui son piene le chiese. E non è un gioco di parole.

Pur di far grancassa si elevano subito a paladini della vita anche quegli ignoti parlamentari e giornalisti che altro non aspettano che la frenata, il ritorno, la reazione. Attivisti atei (nel senso vero di senza dio) e devoti perché sono abituati ad essere più che osservati magari sottomessi). Piace loro stare sotto le direttive papali, cardinalizie, vescovili insomma pretesche ed a mestare nel torbido solo per confondere le acque, già incerte, in cui sta navigando il nuovo PD.

Perso il potere - per via democristiana - chiesa e devoti stanno recuperando giorno dopo giorno lo spazio vitale per mantenere in vita tutta la struttura e la sovrastruttura clericale (scuole, chiese, seminari, missioni, Vaticano, eccetera) che un malnato laicismo rischia di far sparire definitivamente. Sparire? In Italia? Figuriamoci!
Gerardo Monizza

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