09 maggio 2007

 

Molto rumore per nulla


Scena ultima.
Entrano: Assileo (Capo del partito); Fias(c)o (Comandante in disgrazia); Berno (Giovane arruffante); poi un servo del Principe.

ASSILEO: Al fine. Facciamola finita!
FIAS(c)O: Mio signore. Il tempo di queste lungaggini è terminato e non vogliamo nessun Consigliere con il cappello da cuoco, o che porti il prosciutto come un trionfo sopra le nostre teste.
ASSILEO: Ben detto amico mio. Entriamo.
FIAS(C)O: Lasciamo che con noi venga anche il giovane Berno che si è dimostrato poco amico?
ASSILEO: Certo. Che i Supremi ci giudichino pure con la misura che vogliono; noi proveremo la nostra forza col metro della sincerità.
BERNO: Io non me la sento di stare in silenzio. Vi avverto: essendo cupo, porterò una luce che illuminerà i vostri torbidi pensieri.
ASSILEO
: Invece, caro Berno, noi vogliamo che tu entri con noi ed esponga al Principe le tue rimostranze ed egli giudicherà la tua o la nostra buona fede.

BERNO
: Ho l'anima di piombo, che m'inchioda al suolo in modo da non lasciarmi muovere, che è contro la mia natura. E inoltre sono innamorato.

ASSILEO: Se tu sei innamorato dell’Alleanza come dici, librati allora al di sopra delle tue pene.
BERNO: Il vostro dardo mi ha ferito troppo crudelmente e non posso vincer d'un salto la triste sommità del dolore: sotto il grave peso dell'amore per la santa Alleanza, io sprofondo.
ASSILEO
: È un'oppressione troppo grande per una creatura delicata come tu sei? (ride)

BERNO
: L’amore per l’Alleanza è delicato ed è sincero. È troppo rozzo invece, troppo aspro, troppo violento e punge come una spina l’atteggiamento che mi portate.

FIAS(C)O: Via, bussiamo ed entriamo, e appena dentro, ognuno di noi si raccomandi alle sue gambe.
BERNO: Caro FIAS(c)O, non ragionar con le parti bassi ed usa, davanti al Principe, almeno gli argomenti che i cattivi consiglieri ti hanno suggerito.
FIAS(C)O: Credi forse che non sia capace di sfoderar da solo la spada e trapassarti da parte a parte in un sol colpo?
BERNO
: Credo, e ne son sicuro, che tu non sia altro che un molle fantoccio nelle mani di un ben più capace burattinaio...

FIAS(C)O: ... Come osi... Tu che non fai altro che criticare, giudicare, demolire!
ASSILEO
: Basta! È ora che sia messa fine a questa odiosa sceneggiata. L’Alleanza patisce per le continue diatribe che a nulla portano se no a divisioni e pene.

FIAS(C)O: Con le sue azioni egli mi ha messo in cattiva luce presso di te e presso tutta l’allegra compagnia d’un tempo.
ASSILEO
: Hai ragione amico mio, ma ora è tempo che entriamo e che sia il Principe a giudicare.

FIAS(C)O: Voglio dire, signor mio, che se ci tratteniamo in questo modo e a lungo, i nostri voti saranno sprecati, come lampade accese di giorno.
BERNO
: Dovreste invece temere. Ho un presentimento: andare dal Principe non è per voi buon senno.

ASSILEO: Perché, se è lecito domandarlo?
BERNO
: Ho fatto un sogno.

ASSILEO: Ebbene, di che si tratta?
FIAS(C)O
: Che coloro i quali protestano, spesso sono tolti di mezzo? (
ride)
BERNO
: Non quando si sognan cose vere.

ASSILEO
: Bah ! Di notte tutte le gatte son grigie e se tu sei così greggio. Non cercheremo noi di tirarti fuori dal fango, e (con buon rispetto) non pavoneggiarti di cotesto amore che tu per l’Alleanza dici di portare, nel quale sei impegolato fino agli orecchi. Andiamo, se no finiremo per far lume al giorno e inquietare il cortese Principe!

BERNO
: No, non è così.

ASSILEO: Sii allora benigno e dicci cos’hai sognato, ma in fretta.
BERNO
: Ecco: la Regina degli Inganni è venuta a trovarmi. Essa è la levatrice delle bugie, e viene, in forma non più grossa di un sussurro, sul naso degli uomini, mentre approntano le liste. Essa galoppa da una sezione all'altra attraverso i cervelli dell’Alleanza, e allora essi sognano d'onore; sulle ginocchia dei cortigiani, che immediatamente sognan riverenze; sulle dita dei legulei, che subito sognano onorari; talvolta ella passa sul collo di un politico, e allora egli sogna di tagliare nastri, sogna feste, trionfi; poi, all'improvviso, essa gli suona il tamburo nell'orecchio, al che egli si desta di soprassalto, e spaventato bestemmia una preghiera o due, e si riaddormenta. Lei è la strega, che quando i politici giacciono supini, li preme, e insegna loro per la prima volta a portare, e ne fa uomini di buon portamento. Essa è colei...

ASSILEO
: Taci, taci, Berno, taci! tu parli di niente.

BERNO
: È vero, io parlo dei sogni, che sono figli di un cervello ozioso e vi trattengo mentre vi aspettano per un giudizio tremendo.

FIAS(C)O
: A quest'ora il Principe sarà andato, ed arriveremo troppo tardi.

BERNO
: Andiamo, allora.

FIAS(C)O
: Ecco il servo del Principe che s’avvicina. Ho un presentimento.

ASSILEO
: (
prendendo una lettera che il servo gli porge) Il Principe non ha dunque voluto riceverci e, occupati come eravamo nelle nostre storie, non ci siamo accorti del suo fastidio.
FIAS(C)O: Aprila, mio buon signore.
BERNO
: Vedrete che il mio sogno si avvera.

FIAS(C)O: Taci, uccello del malaugurio!
BERNO: La Regina degli Inganni ha finito il suo volare ed ora troverà finalmente riposo.
ASSILEO: Ma tu non troverai altri che ti ascoltino con la nostra stessa pazienza. Torniamo a casa a fare i conti. Il tempo è grigio e il cielo promette temporali. Facciamo in fretta prima che tutti sappiano della lettera...
BERNO: ... e delle parole tremende che essa certamente contiene. (Escono)
Gerardo Monizza

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