31 maggio 2007

 

Analisi

[Per dire che]
Non sopporto le analisi. Detto volgarmente sono una sega, mentale s’intende; detto come si deve sono un inutile apporto di parole alle cause perse. Chi vince (ovvero chi sta bene) non fa analisi, ma subito s’impegna a godere di quel poco o tanto tempo che gli resta. Così anche in politica.

La Destra, con false promesse, con un passato scandito da lavori mal fatti, poco fatti, fatti diversi s’è guadagnata il 60percento dei voti (votati). Alla Sinistra le briciole. Risultato? Facciamo le analisi.
Dopo un’esistenza sperperata a goder di concetti estremi (come chi è il miglior segretario della sezione locale o la guida della grande coalizione nazionale); dopo aver sperperato i risparmi depositati dalle classi (sic) popolari (lavoro, impegno, ideali, sogni, speranze, desideri, entusiasmo…); dopo aver bruciato il credito concesso – alfine! – dalla borghesia (attenzione, denaro, idee, condivisioni…) ecco che la Sinistra perde. Tutto. E allora va in analisi.
Si può immaginare la scena.

La realtà è più semplice: non c’è una vera sinistra. Non si vede intorno (dall’universo globo al paesino) qualcuno o qualcosa che si preoccupi davvero di difendere la laicità dello Stato (e anche del Comune…), di offrire la certezza di un lavoro (faticoso e onesto), di riportare sullo stesso piano dei diritti anche i doveri, di sottolineare le differenze con quella destra becera, bigotta, arrivista, approfittatrice, sperperatrice ed affarista che si traveste da movimento liberista perché viene bene in Tv. Quella destra che cancella dal vocabolario parole come: legalità, socialità, solidarietà e magari inventa concetti come “sussidiarietà” che – chissà perché – sembrano uno stridore già nel suono e che ricordano qualcosa che comprende tutto, ma non serve a niente.

Dunque: tutti in analisi e per scoprire il torbido che sta in ciascuna aggregazione umana sinistrata e finire col dar le colpe solitamente agli assenti. Che liberazione!
Oppure per riesaminare al microscopio voti, votanti, votati e chiudere col dire che se, magari, forse, infatti non fossero tutti quanti/quante dei minchioni (che è gia maschile/femminile) la sinistra avrebbe certo, magari, forse anche vinto. O almeno al ballottaggio.
Invece: con un pizzico d’onestà intellettuale bisognerebbe ammettere che da almeno quindici o vent’anni niente è stato fatto a sinistra per definire una meta condivisa o – almeno – un percorso comune. Con chi?

Qui sta il punto. La Destra è composta da individui singoli che hanno elaborato piani o progetti esclusivamente personali (dal Grande Berlusconi al Micro Evasore) sui quali modellano affari, vita e pensiero (e a condividerli sono ammessi solo gli “amici”); la Sinistra è composta (dovrebbe) da individui dentro una collettività. La consapevolezza di stare all'interno di un mondo in “affitto” (e non di “proprietà”) è (dovrebbe essere) la differenza. I piccoli affaristi, i cacciatori di voti, i falsi profeti, i politici assenteisti, gli amministratori stanchi non sono (non possono) essere di sinistra. Forse non sono neanche di destra. Sono quaqquaraqquà.

Sono solo degli imbonitori, imbroglioni, mezze cartucce che sparano a salve e che occupano posti importanti senza averne né capacità, né attitudine.
Quando la Sinistra se ne libererà forse avrà finalmente ritrovato almeno il punto di partenza. Con una lunga strada davanti e tutta in salita.
Gerardo Monizza


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