09 marzo 2007

 

Vandalisti e Verità

Capire le differenze
Il putiferio è scatenato. Se l’Assessore alla Sicurezza Francesco Scopelliti fosse uomo di marketing avrebbe di che essere contento, ma purtroppo – invece – questa è la città in cui il peggio si genera da sé. Non c’è merito – dunque – se la guerra al vandalo trascina nell’azione (o nella reazione?) tutto quanto può fare ascolto. Urlare, come sempre, è il modo più facile per far emergere le proprie idee, soprattutto quando sono o poche o deboli.

Visto il clima generale, locale e mondiale, il tema della sicurezza cittadina e personale si ripropone un giorno sì e un altro pure come se fosse davvero il tema centrale della politica di Como e dintorni. Non che il problema non esista eppure, nonostante i dati dichiarati dalle competenti autorità in materia (Prefetto, Questore, Comandanti d’Armi varie) che rilevano una normalità generale in ogni settore del crimine c’è la volontà di caricare gli animi con sentimenti negativi.
Scurezza, dunque, ad ogni costo e la prevenzione passa – oggi – attraverso le nuove tecnologie che costano e vanno finanziate. Intorno ai marchingegni elettronici, che dovrebbero vigilare sulla sicurezza dei cittadini, gira un fiorente mercato di Vandalisti abili – soprattutto – nel generare paure.

In questo clima surriscaldato ad arte entra la faccenda dei Vandali che “avrebbero” sporcato il “Sacro Monumento Ai Caduti Di Como” di cui amministratori e comaschi si ricordano ogni tanto, ma che di solito trovano ingombrante e incomprensibile. Siccome era necessario trovare un bell’argomento per finire sui giornali non sembrava vero di poter mestare nel torbido unendo Vandali ai Graffitari traendone un bel pastone da dare alle masse.
Che i graffitari abbiano, abbastanza indisturbati, potuto lerciare l’intera città è un dato passato oramai alla storia locale e finito – almeno speriamo – solo per ravvedimento personale dei soggetti protagonisti. I Vandali – invece – sono un’altra faccenda che fatica a risolversi soprattutto perché non ha pretesti estetici o (anti)sociali. L’atto vandalico è un gesto irrazionale che il singolo o il gruppo compiono come bravata; un atto gratuito di violenza contro obbiettivi confusi come il potere, la politica, gli adulti, gli insegnanti o genericamente “gli altri”. A volte contro se stessi.

Serviva tuttavia un movente è lo si è trovato all’improvviso recuperando all’oggi atti vandalici compiuti da mesi. Il “Sacro Monumento Ai Caduti Di Como” era imbrattato da tempo; almeno dall’ottobre del 2006. Lo provano le scritte ancora presenti sulla facciata nord, quella sporca. Perché quella sud era stata pulita proprio nel 2006 con appropriati restauri terminati in occasione del 4 novembre. Per finire in fretta e furia (o per mancanza di altri fondi) si era deciso di lasciare le scritte nella parte nord, non coinvolta dalle celebrazioni. Neanche il vetro e la grata erano stati puliti. Cinque o sei date (fissate col pennarello) rimaste sulle sacre pietre lo testimoniano.

L’Assessorato ha colto la situazione al volo sostenuto dalla stampa locale. Il Corriere di Como ha mostrato due immagini: prima (pulito) e dopo (tutto lercio), ma si tratta della parte anteriore (restaurata e lasciata intatta dai vandali) e della fronte lago mantenuta dal Comune nello stato in cui si trova.
Per fortuna i Vandali non leggono i giornali; altrimenti che figura.
Gerardo Monizza


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