13 marzo 2007

 

Il Deterrente beffato

Telecamere indispensabili?
Il fatto è personale, ma può spiegare abbastanza bene il senso di malessere su cui poggia il concetto di sicurezza del singolo e della collettività. In questa sfera sono entrate – d’urto – le Telecamere che, per chi ancora non lo sapesse, sembrano puntare sulla voglia di essere protagonisti che pervade la gran parte dei cittadini. Almeno in video una volta nella vita...

Il luogo: piazza del Duomo a Como. Sabato tardo pomeriggio. Una festa della comunità del Ghana per celebrare la fondazione della loro Repubblica. Duecento persone raccolte sotto il Broletto. Aria di allegria: danze e tamburi. Sono con amici.
Il fatto: ci avviciniamo agli spettatori in gran parte ghanesi; molti anche i comaschi e qualche turista. Apro la cerniera della borsa (che tengo a tracolla) ed estraggo la macchina fotografica. Richiudo la cerniera. Mi abbasso leggermente e scatto qualche foto. Colgo un’impercettibile vibrazione nella tracolla. In un millesimo di secondo reagisco voltandomi e vedendo un’ombra mischiarsi tra la folla. Corporatura da maschio. Sparito. Metto la mano nella borsa: sparito anche il portafogli.
La reazione: che faccio? urlo “al ladro al ladro” come nei film? I tamburi battono, le danzatrici danzano e io m’incazzo con me stesso per essere stato così deficiente da non aver reagito più in fretta... Guardo gli altri spettatori che battono il tempo e si divertono. Tra loro ci sarà il mio borseggiatore? Maledetto.

In piazza del Duomo c’è una Telecamera girevole in funzione da tempo. Penso: il mio ladro cornuto sarà ripreso, fissato, archiviato, colpito e affondato. Denuncio il fatto e m’informo. La Telecamera in effetti riprende, scruta, osserva, spazia qua e là sulla piazza. Ma è una telecamera di controllo che ha occhio, ma non memoria. Il suo sguardo vigile sulla piazza non viene registrato. E poi la distanza, l’ora quasi tarda, la luce fioca...
Insomma: come deterrente s’è visto come è andata e come prova non esiste. Queste sono le Telecamere che risolveranno il malessere ed i controlli in città? Sembrano davvero come le persone, gli amici, che quando servono sono sempre da un’altra parte.
Gerardo Monizza


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