23 settembre 2006

 

Telecamere a controllo

Soluzioni virutali
Giuro: tiro fuori il flobert e la tiro giù. Se mettono la telecamera in via Vittorio Emanuele a Como per – come dicono – “combattere la microcriminalità e i graffitari” non regge neanche mezz’ora: il tempo di attrezzarmi e il suo onorato incarico di vigile elettronico finisce.
Sto parlando seriamente anche se la proposta è – come sempre in questo campo – tragicomica. Tragica perché il tema della sicurezza dei cittadini è un argomento serio e che andrebbe sviluppato in altri modi (con più condivisione umana e sociale dei problemi e con meno tecnologia o insufficiente ideologia); comica perché magari finisce che la legge sulla privacy la blocca.
Sono nato, vivo e risiedo in centro storico; ho subìto – nel tempo – almeno una decina di furti denunciati (e qualcun altro meno significativo) e mai, mai metterei una telecamera all’ingresso della mia casa. C’è gia il vero “Vigile elettronico” che ci controlla all’entrata e all’uscita; ci sono migliaia di sistemi di controllo di ogni nostra operazione quotidiana (carte di credito, tessere dei supermercati, tessere sconto, bancomat e altri mille aggeggi) e vivere per la strada principale della mia città con l’occhio perennemente acceso di una portinaia curiosa e invadente non posso proprio accettarlo.
Trovi un’altra soluzione, Assessore alla sicurezza; magari trasferendo il Suo ufficio sulla strada, in via Vittorio Emanuele o stando alla finestra. Faccia dei turni coi suoi collaboratori. Inventi qualcosa di più umano, di meno tecnologico; qualcosa che possa sbagliare, con cui discutere sui tempi e modi dei miei ingressi e delle mie uscite. Non voglio essere controllato, né archiviato, né in sospetto in modo digitale, definitivo.
Vedo già le facce degli amici vigili posti al controllo delle cassette registrate: guarda a che ora entra quello lì; guarda che faccia; ancora in giro; ma con chi è…?
Non ci pensi nemmeno. E’ una minaccia? Sì. Di raccogliere in un paio di giorni le firme necessarie per bloccare il progetto e, se questa democratica strada non fosse precorribile, di cercare il flobert. Dev’essere da qualche parte in solaio.
Gerardo Monizza

Comments: Posta un commento

Links to this post:

Crea un link



<< Home

This page is powered by Blogger. Isn't yours?