10 settembre 2006

 

L’ineffabile

Il poco e il meno
Oramai càpita come una predica settimanale l’esternazione costante del cosiddetto Primo Cittadino della città di Como. Primo certamente nella capacità di mostrare quel che fatto non è, ma che sembra. Di fatti: l’importante non è essere, ma apparire. Mostrarsi solerte, attento, disponibile, presente, operoso, energico, dinamico, partecipe della vita cittadina e veramente attento ai problemi è il suo obbiettivo. Soprattutto si dice capace di realizzare i GRANDI PROGETTI, scritto ovviamente tutto maiuscolo.
L’ultima predica agli uccelli (e non nel senso dei volatili) si legge su La Provincia di domenica 10 settembre 2006 ed è un vero godimento per lo spirito. Prendendola per quel che vale (cioè in ridere) non è una lettura inutile.
Alle puntuali domande del giornalista il cosiddetto Primo Cittadino solerte riesce a non dare neanche una risposta. Bravissimo. Un vero maestro di slalom. Ovviamente conosce bene la pista, tutti i pali e i paletti e le porte e persino le domandine trabocchetto che un giornalista deve per forza piantar lì nel percorso. Tuttavia, il Primo Cittadino operoso sa rispondere con fermezza: tutto fatto!
Spezzeremo le reni alla degrado! Alzeremo baluardi alle acque! Stenderemo strati d’asfalto e così via annunciando dal suo settimanale pulpito mediatico il mirabolante lavoro di quasi cinque anni da sindaco, tre da assessore e due da presidente dell’Acsm.
Il cittadino (e)lettore sa bene di cosa si tratta e di cosa il Primo Cittadino dinamico intende parlare: Ticosa, Paratie, Muggiò… tutte cose fatte o – insomma – che si faranno domani, forse dopo. E il Sant’Anna nuovo? Dopodomani. E la Tangenziale? Manca poco. La Trevitex di Camerlata? Ci stiamo accordando ovvero c’è convergenza nella maggioranza. Però – precisa – abbiamo fatto l’Autosilo della Valmulini. Domanda: ma è sempre vuoto. Risposta: si riempirà quando chiuderemo la convalle e non se ne parli più!
Che tempra, che idee, che capacità politica, che progettualità, che forza, che figura. Sì infatti. Che figura ci facciamo e non si dice in Europa, ma appena appena in Lombardia? Se il Primo Cittadino zelante continua con questo ritmo non resterà più niente da fare né a lui, né alla sua maggioranza futura e neanche – magari - all’opposizione. Meno male.
Gerardo Monizza

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