09 luglio 2006

 

Quadretto Politico

Restauro o Restaurazione?
È stato – forse - definitivamente perduto il quadro politico; le speranze di ritrovarlo sono nulle, ma le indagini proseguono in tutte le direzioni. Purtroppo, insieme al quadro, si son smarrite le riproduzioni; non resta dunque che una vaga memoria in chi l’aveva potuto ammirare.
Per dar modo di ricevere indicazioni utili al suo ritrovamento, si dà qui di seguito una sommaria ricostruzione del contenuto, basata esclusivamente sui ricordi dei pochi testimoni sopravvissuti all’epoca delle Ideologie. Il quadretto ricercato è di modeste dimensioni (circa 1945 x 2006) e rappresenta sulla destra una casa, con tanto di fumo dal comignolo. L’esalazione esce diritta verso l’alto, forse indicando un gradimento del cielo.
La casa è azzurra, massiccia e certamente solida (si nota una certa esperienza dei costruttori) ed ha il tetto non a spioventi, come le case di questo tipo, ma a volta o meglio è curva, a baule o forziere. Le pareti esterne sono decorate con tocchi di verdone, strisce di bianco e, qua e là, alcune macchioline di rosso oramai stemperate. Le numerose finestre della casa hanno le persiane aperte ed i vetri tersissimi. Vogliono indicare un interno lindo come l’esterno, ma essendo a specchio, riflettono sempre l’immagine di chi curiosa. Le finestre del piano terra sono sbarrate.
Sulla facciata si apre un portoncino, ben solido, sicuramente blindato, contornato da uno stipite in oro sul quale compare, al centro, lo stemma di un biscione che mangia non si sa cosa. Due piastrelle in ceramica, del tipo benaugurale, riportano: la prima uno scudo crociato, piuttosto sbiadito e l’altra l’immagine di un sole all’orizzonte, forse l’alba, ma più probabilmente un tramonto.
Nel giardino, protetto da uno steccato, diversi cancelletti si aprono facilmente verso l’interno e si nota uno stagno con una barchetta a vele che non va da nessuna parte; poco oltre un roseto oramai senza spine cerca disperatamente di aggrapparsi alla parete. Molto sulla destra un fuoco tricolore getta gli ultimi bagliori e il vento spinge verso la casa alcune ceneri, in segno di alleanza.
Sulla sinistra del quadro il prato è immensamente verde appassito: qualche fiore rosso (papaveri o “nontiscordardime”) si oppone al vento della restaurazione.
Alcuni attrezzi da museo (tipo roncola e mazzuolo) giacciono a terra, in stato di quasi abbandono. Stando sempre sulla sinistra del quadro, sullo sfondo, si nota una quercia centenaria e malata. Ha perduto molte foglie e, osservando il sommosso terreno, si vedono radici antiche che non trovano la sostanza necessaria al nutrimento.
Tornando verso il centro del quadro, ma sempre rimanendo a sinistra, cresce un ulivo grande almeno quanto la casa alla quale, del tutto involontariamente, procura ombra e fastidio. Le foglioline sono numerose, ma anemiche; i rami contorti hanno l'apparenza di volersi estendere in cerca di unione, ma senza convinzione; il tronco è grosso, ma ripiegato, nodoso e anche cavo.
Sul prato cresce una margherita, comparsa all’improvviso, che evita i raggi del sole; ma il sole che brilla nel cielo non ride e ormai sta per conto suo in attesa di finire una cura radicale.
È stato notato che, contrariamente ai quadri antichi dello stesso genere, non compaiono personaggi. Qualcuno ha osservato che si tratta, per questo, di una rielaborazione successiva all’epoca Ideologica di un soggetto in cui la presenza umana era notevole e importante; ma quadri del primo genere sono ormai introvabili, rarissimi. Anzi, alcuni specialisti pretendono che non siano mai neppure esistiti.
Gerardo Monizza

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