12 giugno 2006

 

Valori bollati

Il catalogo è questo
Da tempo, dalle Alpi alle Piramidi passando per gli Appennini, non si fa altro che parlare di valori. Aggiungendo: mancano, non sono più quelli.
Sembra – ad ascoltar le persone perbene, spesso moderate – che i valori tanto richiamati siano, un tempo lontano, davvero esistiti. Qualche testimone ricorda di averli vissuti e, si dice che, nella labile memoria di alcuni superstiti, si trovi persino un elenco. Nero su bianco.
Dunque: valori e valori e valori. Una società “con sempre meno qualità” si grida da ogni parte. Esperti di vario genere, natura, fede, religione e scuola di pensiero si preoccupano di spiegare agli altri che certe cose succedono perché la società è malata e sono stati persi i valori più importanti.
Quali? I valori... sono i valori, dicono con sicurezza ed elencano: la famiglia, la fede, la religione, la società, la solidarietà. Qualcuno si spinge fino all’amicizia; altri sforano nella carità, ma questa è già una virtù. Sono questi i valori? Può darsi. Non sono forse modelli in evoluzione, situazioni in continuo cambiamento? La stessa fede diviene efficace (un valore vero) quand’è in continuazione alimentata dall’adesione rinnovata ad una rivelazione o a dei principi. Può essere immutevole il punto d’origine, ma sempre diverso il cammino per raggiungerlo. Se così non fosse, sarebbe poco efficace, come una religione seguita per comodità o convenzione, come una messa domenicale intesa come semplice (e magari noioso) adempimento di un precetto: un esercizio per l’anima; un’imposizione per il corpo.
I valori appaiono (per quelli che hanno fede) come oggetti sulla credenza ai quali dare una spolveratina ogni tanto; per gli altri, ninnoli nascosti qua e là, da tenere per ricordo senza avere il coraggio di cambiarli. Non sanno neppure se e quanti ne possiedono. Però li "conservano".
Quanti sono? Se per valore s’intende ciò che è vero secondo la sensibilità ed il giudizio personali in accordo con i modelli della società, l’elenco potrebbe anche essere lunghissimo e porterebbe (come porta) ad uno scontro inevitabile di culture. Tanti sono i valori umani, etici, religiosi, sociali ed estetici che si confondono pure con le qualità e coi principi (onestà, rettitudine, integrità eccetera) da pretendere un enorme vocabolario dei comportamenti e delle azioni. Difficilissimo.
Richiamarsi continuamente ai valori, senza fare lo sforzo di andare oltre lo slogan e le frasi fatte non è un buon servizio alla comprensione generale. Sembrano - infine - valori bollati, inutili carte ingiallite per atti di cui non si conosce il significato. Lo dimostrano le separazioni continue tra politici, amministratori; tra conservatori, moderati, progressisti; tra chi non fa nulla e chi cerca di agire. C'è sempre un valore in agguato a cui riferirsi per aspettare che arrivi qualcuno (un gran sacerdote della politica o della religione) a spiegarci "quello che pensiamo".
Gerardo Monizza

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