11 giugno 2006

 

Tutto in una notte

Calcoli e sottrazioni
La festa è finita tiriamo qualche somma a favore: la Notte Bianca è stare insieme. È sensieratezza. È festa. È affari. Fine dei pro.

La Notte Bianca contro: traffico caotico, confuso, incalcolato. Peggio del previsto. Trasporti pubblici e collegamenti con le periferie: l’aria grigia della vigilia lasciava prevedere difficoltà che poi si sono realizzate e difatti migliaia di spettatori visitatori turisti si sono fatti anche una dozzina di chilometri a piedi (A+R) perché i Bus erano scatole di sardine. Difficile da prevedere?
La mobilità generale ne ha risentito sin dalla mattinata di sabato e il fastidio dei residenti nelle località del Lario è stato calorosamente espresso dal dissenso dei loro sindaci. Qualcuno li ha ascoltati?
Le periferie di Como sono diventate parcheggi e non hanno avuto quei benefici (di spettacolo e di ricaduta commerciale, il mitico indotto) richiesti dopo la prima edizione. Tutto al centro, come il solito e nello spazio di poche centinaia di metri quadrati: il Centro storico, come sempre. Lo si dica chiaramente: la Notte Bianca è una festa popolare (di popolo?) o è una festa per i commercianti del centro?

Cibo e bevande: vero problema perché la birra ha fatto da protagonista. Niente contro la bevanda in sé (che é ottima soprattutto rossa..), ma trasformare la Convalle in una birreria è operazione di dubbio gusto e di sicuro effetto (con residui di liquami e di puzze che la veloce pulizia mattutina non ha eliminato). Como – inoltre – non brilla per qualità gastronomica e difatti quel che si è avuto sono costine, salamelle, panini alla “come mi pare”; insomma roba che neanche più le Feste dell’Unità propongono (essendo poi passate alle cucine raffinate e regionali). Tutto ‘sto casino enogastronomico per portare una dozzina di camion attrezzati tipo bar da fiera di paese o da fuori stadio? Qualcuno ha controllato gli abusivi che vendevano bibite ghiacciate protetti solo da un ombrellone semovente?
Rifiuti a tonnellate e faticosamente smaltiti. Tanti i cestini per la raccolta, ma sempre insufficienti. Vetri rotti, pezzi di plastica, unto appiccicoso, odore. Quanto costa questa voce nel bilancio generale?
Cultura? Zero. Ma questo è il punto più semplice perché si può far festa e stare insieme anche senza tanto menarla con poeti e poesie (patetici i tentativi messi qua e là per darsi delle rime).
Rumore? Tantissimo. Esagerati come sempre i volumi (era necessario fissare una norma considerando la vicinanza delle abitazioni e la continuità degli eventi). L’organizzazione ha lasciato liberi i singoli “ingegneri del suono” che – com’è loro consuetudine – smanettano all’eccesso senza tener conto di vecchi, bambini, normali cittadini (comunque i suoni di piazza del Popolo e di largo Bettinelli arrivavano fino al Valduce…).

Percorribilità a piedi delle strade? Buona. Ottima per il Sindaco Bruni e compagni (anzi, sodali) che ha mostrato di saper stare in equilibrio (ma nell’operazione è sempre un maestro) sul monopattino giroscopico. Ma cattivo è l’esempio (in quanto neanche era immaginabile andare in bicicletta e figuriamoci con attrezzi elettrici).
Le somme – dunque – non sono troppo difficili da trarre e soprattutto va considerato il punto più importante dell’evento: tutto in una notte è - anche – un divertimento?
A guardar le facce e lo strascicar dei piedi si direbbe di no. Perché il divertimento nasce dalla sensazione di partecipare a qualcosa di collettivo, ma non sparpagliato; da uno (o anche qualche altro) evento e non da 260 che esplodono d’un botto in poche ore. Il divertimento è una somma di suggestioni che non si ottengono dal rumore, dalle salamelle, dall’esagerazione. Il divertimento nasce dall’emozione, che non c’è stata. Ma chi si diverte veramente in queste situazioni tuttavia non manca mai: sono quelli che – alla fine della fiera – contano i soldi. Alla prossima.
Gerardo Monizza

Comments:
Alla cortese attenzione di:
Sindaco della Città di Como
Dott. Stefano Bruni

P.C.

All’Azienda Sanitaria Locale di Como
Alla cortese attenzione di:
Responsabile Igiene Pubblica

Alla redazione di:
“La Provincia di Como”

Alla redazione di:
“Il Giorno”

Alla redazione di:
“Corriere di Como”



Como, 12 giugno 2006


Con la presente per denunciale dei fatti deplorevoli accaduti durante la Notte Bianca del 10 giugno 2006 nella Città di Como.
Alle ore 9.30 ho raggiunto il parcheggio del Bennet di Tavernerio e parcheggiato l’autmobile, mi sono recato alla più vicina fermata dei bus, subito ho potuto constatare che la frequenza del servizio di trasporto pubblico era sottodimensionato per accogliere il numero di partecipanti all’evento, in quanto i bus programmati non erano in grado di trasportare con efficienza le persone. Vista la difficoltà di raggiungere la città senza dover subire una situazione da “terzo mondo” sui Bus ho deciso di raggiungere il centro a piedi.
Durante il tragitto ho subito notato l’inesistenza di servizi igienici, ma non mi sono preoccupato più di tanto in quanto ho ipotizzato una giusta presenza degli stessi nel centro città. Anche se vedere persone utilizzare parchi di conosciutissime Ville come bagni pubblici non è sttato particolermente interessante.
Una volta ragiunto il centro ho potuto constatare che la situazione era quella di un qualsiasi giorno feriale e lungo tutta la serata ho visto un solo bagno chimico.
L’unico bagno veramente pubblico era quello del Ristorante Mc Donald’s mentre molti altri Ristoranti, Bar, Pub e in particolar modo un Grande Hotel (grazie per il trattamento) del centro hanno pensato bene di appendere un cartello con la scritta: “BAGNO FUORI USO” o addirittura di chiudere a chiave il bagno senza nemmeno appendere un cartello. Complimenti per l’organizzazione in particolar modo dal punto di vista igienico della festa!
Ho denunciato i fatti alle autorità di Pubblica Sicurezza quali Carabinieri, Vigili Urbani e Centrale Operativa dei Vigili e mi sono sentito rispondere che avevo pienamente ragione ad affermare che la manifestazione non era stata organizzata come diversamente la vicina Svizzera avrebbe fatto.
Un vigile mi ha informato che durante la serata dei ragazzi, probabilmente stremati dalla ricerca di un bagno si sono fermati a “fare pipì” dietro un furgone, il proprietario li ha ripresi e loro hanno “pensato bene” di rompergli il setto nasale. Il vigile mi ha inoltre detto: “sicuramente il signore che si è preso il pugno non sporgerà denuncia in quanto ha paura di non poter più partecipare l’anno prossimo”.
Ho raccolto malumore tra le forze di Pubblica Sicurezza per carenza di personale, cattiva gestione del traffico e della manifestazione in generale. Poi, tanto, chi si deve subire le lamentele sono loro per la cattiva gestione dell’evento…
Facile criticare l’organizzazione di un grande evento ma si ricordi che è anche facile provvedere a far si che non si creino le situazioni che ho esposto. Spero che con questa mia lettera anonima possa contribuire affinchè l’evento l’anno prossimo si svolga diversamente.
Distinti saluti.

Un turista
 
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