03 giugno 2006

 

Strategia dell’attenzione

Sindaco, giovani, elezioni
Il “Caso Rumesh” e la Festa della Repubblica hanno fornito l’occasione al Sindaco Bruni di compiere finalmente un passo avanti. Per i primi cinque anni da amministratore pubblico (tre da assessore nella giunta Botta e due da presidente dell’Acsm) era stato – come dire – antipaticamente distaccato. È il suo carattere. Nei primi quattro anni da sindaco l’antipatia connaturata ha assunto un più preciso aspetto d’arroganza che rischiava rotture interne alla sua coalizione e incapacità di collegarsi agli avversari. Poi la svolta di questi giorni.
Fossimo non sul lago ma sulla strada di Damasco potremmo parlare di caduta, ma qui è un’ascensione. Sul Caso Rumesh il Sindaco di Como Bruni ha mantenuto la barra dritta raggiungendo facilmente la meta: vincere in Consiglio comunale (il suo intervento finale è stato un pezzo politico di notevole bravura, appena appena venato da sarcasmo – da leggere:
www.rudilosso.it -, per niente condivisibile ma questa è un’altra faccenda); poi rivelare i contrasti interni alle Minoranze (compito che gli riesce e che gli è molto congegnale) e infine re-incollarsi la sua Maggioranza malandrina. Inoltre: l’operatività del Nucleo di Polizia Giudiziaria, un nuovo prestigio personale, una immagine di moderato e – persino – di simpatico giovane padre della città. È riuscito a far dimenticare il suo sorrisetto sarcastico (vedi: Comoin-azione: Una cronaca: Gli Sventurati sorrisero) andando a trovare (dopo due mesi!) la vittima (Rumesh) e aprendo la strada alla visita dell’agente colpevole. Non è alta politica questa?
In attesa dell’apoteosi finale che avverrà nei cieli lariani al prossimo tempo della Notte Bianca (10 giugno) c’è stata la Festa della Repubblica. Microfono in mano, in piazza del Duomo, simpatico e gioviale (roba mai vista) ha fatto gli onori di casa ai cittadini, alla banda, alle autorità. Non è un miracolo questo?
Mezz’ora dopo, trasferiti autorità e cittadini all’ex Fulda, altra cerimonia di dedicazione della piazzetta al senatore ministro Mario Martinelli. Sorvolando sul fatto che lo spazio era già stato “dedicato” mesi fa si è ripetuta la scena ad uso della festante popolazione. Non è amore questo?
Ci vuole poco davvero a far contenti i cittadini: basta una nuova maschera e un costume di scena adatto e la commedia va avanti. Fino alle future elezioni.
Gerardo Monizza

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