10 maggio 2006

 

Teorema Imperfetto Uno

CONFUSIONI E DISASTRI
Como. Il “Caso Rumesh”, a un mese e mezzo dall’accadimento, si presta ad alcune considerazioni tutte negative, meno una. Di positivo – infatti – c’è solamente l’attenzione che molti giovani hanno finalmente dato a qualcosa di reale - seppur gravissimo – che è accaduto sotto i loro occhi o quasi. Immediatamente hanno reagito, si sono mobilitati, hanno espresso opinioni e – soprattutto – hanno portato testimonianza, solidarietà, aiuto alla famiglia del ragazzo ferito e allo stesso Rumesh. La loro presenza ideale e fisica ha contribuito ad impedire l’oblio ed ha fortemente aiutato la rinascita del ragazzo. Tutto il resto – invece – è un disastro.
I responsabili politici (ed amministrativi) del Municipio comasco hanno dato la peggior prova possibile: arroganza, superficialità, inadeguatezza, incapacità di reggere le redini della faccenda e le inevitabili conseguenze. S’è creato un clima di netta contrapposizione tra maggioranza e minoranze; una nuvola di confusione ha coperto gran parte della vicenda; un teorema imperfetto si è costruito intorno all’imprecisa struttura della vicenda.
Il Sindaco Bruni non ha saputo mediare (ma questo fa parte del suo inimitabile stile); l’Assessore Scopelliti (che tuttavia non ha alcun reale potere – tanto dice la legge - né politico né giuridico nel sistema della sicurezza comunale, pur avendone la delega) ha preferito sparire per un mese. Per far cosa? Riflettere, piangere, pregare? Il Comando della Polizia locale non ha mostrato di esistere.
La Maggioranza ha fatto quadrato attorno all’idea metafisica di una vaga sicurezza per i cittadini e, per principio o forse per pregiudizio, ha difeso il concetto astratto della tutela dei beni e della incolumità della persona. La parte di AN ha alzato i toni, il volume e la voce. Nel vuoto.
Le Minoranze – al solito poco compatte – hanno chiesto un referendum, poi una raccolta di firme, poi le dimissioni, poi la cancellazione del Nucleo di Polizia locale, poi – essendo appunto minoranze – hanno subito le (non) decisioni della Maggioranza.
Le Associazioni cittadine impegnate nel/sul/per il socio/cultural/politico hanno prodotto un volantino comunitario, molto gravido di buoni sentimenti a cui non è seguito quasi niente di concreto, a parte un paio di interminabili riunioni/assemblee/performance pubbliche (e altre ne verranno).
Per quanto riguarda l’informazione, mentre lentamente si stanno delineando con più precisione i fatti (che erano stati raccontati di fretta e furia con imprecisioni gravissime e con collegamenti pericolosi), ora punta tutto al miracolo della guarigione e all’ottimismo vitale e di un futuro – che tutti speriamo – per il giovanissimo Rumesh.
Questa la Città di Como di fronte alla vita reale. Come potrà mai occuparsi di politica?
Gerardo Monizza

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